sabato 14 novembre 2015

PROVATO PER VOI:
RECENSIONI
Dimensioni: è disponibile nelle grammature 1,5 gr, 2,5 gr, 3,5 gr e 5 gr.
Componenti: amo dell' uno con testina piombata di varie grammature e sistema antincaglio, gonnellino in silicone intercambiabile disponibile in vari colori
Prezzo: 3,85 euro

Ho utilizzato questecca in un piccolo stagno che presenta un fondale fangoso costellato di piante acquatiche sommerse. Il laghetto contiene una nutrita popolazione di persici trota, in maggioranza di piccole dimensioni. La necessità di selezionare la taglia del pesce è quindi un' esigenza prioritaria. Nonostante le ridotte dimensioni il jig molix nano ha avuto il pregio di attirare solo black bass di taglia interessente, grazie al morbido ciuffo di elastici che in acqua conferisce volume e consistenza all' esca oltre che generare un adescante mix di vibrazioni. La bassa temperatura novembrina rendeva i bass apatici e per nulla inclini agli inseguimenti, per questo l' azione di pesca si è svolta lanciando il jig molix nano in prossimità degli ostacoli e i ciuffi di alghe dove pensavo potessero stazionare i predatori e lasciar semplicemente affondare l' esca con una leggera trattenuta. Gli attacchi si sono verificati quasi esclusivamente nei primissimi istanti del recupero.
Il jig molix nano si è rivelata un' esca fenomenale sopratutto in condizioni difficili, con prede apatiche e acque ingombre di ostacoli, un jolly prezioso per tutte quelle giornate, autunno inoltrato o inizio primavera, in cui presentare l' insidia proprio sul muso della nostra preda può far la differenza tra il successo o una giornata completamente negativa.

giovedì 12 novembre 2015

CARPFISHING:
AUTUNNO COME PASTURARE
(PRIMA PARTE)
L' autunno è ormai considerato uno dei miglior periodi per la cattura delle grosse carpe. In questo periodo infatti le nostre amiche baffute si preparano ad affrontare i rigori dell' inverno cercando di accumulare riserve alimentari. Questo ci costringe ad adottare strategie di pasturazione più massicce di quelle che nei medesimi posti realizziamo nei mesi estivi. Questo non vuol dire esagerare e buttare in acqua quintali di palline, operazione che porta sempre a risultati disastrosi, ma semplicemente elaborare una tattica in grado di ottimizzare questo straordinario periodo dell' anno.
Vorrei spendere una parola sulla qualità delle boiles che utilizziamo. Avere una boiles di alto livello, specie in sessioni di pasturazione massicce, è fondamentale. Pasturare con boiles di bassa qualità porterà situazioni di malessere, anche molto grave, alle nostre prede che oltre a provocare una totale repulsione verso le nostre esche, può seriamente compromettere la salute delle simpatiche pinnute. Quindi risparmiamo pure su canne, mulinelli o segnalatori, ma spendiamo qualche euro in più per una grande boiles. Usiamone meno, se proprio vogliamo risparmiare utilizziamo massicce dosi di particles (granaglie), decisamente meno costose delle boiles, ma non tagliamo la qualità.
Per le nostre strategie autunnali una validissima mano può darcela la canapa. Poco gradita alla minutaglia (che comunque rallenta di molto la propria attività con l' abbassarsi della temperatura), ma letale con i grossi ciprinidi, questa esca ha un' altra caratteristica che può essere determinante in questo periodo: è molto piccola. Questo ci permette, a parità di peso rispetto alle boiles, di coprire una larga superficie dello specchio d' acqua con un tappeto di minuscoli semi che non permettono ai banchi di carpe di saziarsi, ma scatenano una vera e propria frenesia alimentare molto utile ai nostri scopi.

mercoledì 11 novembre 2015


ITINIRERARI:
LAGO DELLE GRAZIE 
dove si trova: il lago delle grazie si trova nell' omonima contrada, nel comune di Tolentino in provincia di macerata.
permessi: licenza di tipo "B"
in pesca: le specie maggiormente rappresentate nel lago sono sicuramente i persici reali e i cavedani, seguiti da ciprinidi minori come scardole e alborelle e qualche trota, anche di grossa taglia.Per i persici lo striscio è senza dubbio la tecnica più indicata seguita a ruota dallo spinning. Per lo striscio canne da laghetto capaci di lanciare zavorre fino a dieci grammi, monofilo dello 0.16 0.18 e come esca una piccola alborella, meglio ancora un cobite o un grasso verme di terra inescato con un amo dell' 8 o del 6. L' azione di pesca è piuttosto semplice e consiste in recuperi lenti in prossimità del fondo.
Per lo spinning le esche migliori sono falcetti in silicone, piccoli rotanti dallo 0 al 2 e minnow fino a 7 cm, capaci di smuovere anche i cavedani ed occasionali trote. 
Che si utilizzi il vivo o l' artificiale la cosa più importante è esplorare tutti i settori fino a localizzare il banco di colorati predoni, che spesso garantisce catture a ripetizione.
Per i ciprinidi bolognese o inglese risultano le tecniche più attrattive, come esca l' immancabile bigattino efficacissimo anche come pastura 

martedì 10 novembre 2015

SPINNING:
GLI ULTIMI PERSICI TROTA
Complici le temperature alte degli ultimi autunni la stagione di caccia al black bass si è notevolmente allungata. è possibile infatti insidiare questo bellissimo predatore anche in pieno Novembre, a patto di cercarlo in acque di pianura non troppo fredde e con esche adeguate. Il nostro artificiale dovrà infatti essere in grado di esplorare il fondale ed essere attrattivo anche nei recuperi molto lenti o nelle pause, azioni necessarie per portare la nostra insidia proprio nelle vicinanze dell' infreddolito bass novembrino.
L' esca perfetta per questo scopo è senza dubbio il jig, nient' altro che un amo con una testa piombata, spesso corredata da un ciuffo di elastici che hanno la funzione di pulsare in fase di rilascio, aggiungendo movimento.
Al jig andrà abbinata un' altra esca, una cotenna di maiale conservata artificialmente o un falcetto in silicone meglio se a coda doppia. 
L' azione di recupero sarà effettuata lasciando raggiungere il fondo all' esca mantenendola in trazione, successivamente si provocheranno saltelli del jig alzando ed abbassando leggermente la canna, mantenendo sempre il contatto con l' esca. 
Non ci resta che provare ricordando che gli ultimi black bass della stagione sono anche i più grossi.

lunedì 9 novembre 2015

RECENSIONI:
CANNA DA LEDGERING PICKER PROVATA PER VOI 
LEDGERING LOW COST
  •  LUNGHEZZA: 2.70
  • POTENZA DI LANCIO: 25 gr a oltre 75
  • NUMERO SEZIONI: 2 più tre cimini intercambiabili
  • POTENZA CIMINI: azione leggera fino a 25 gr, azione media fino a 50 gr, azione pesante oltre i 75 gr
  • MATERIALI: fusto in carbonio, anelli in ceramica, manico in sughero e neoprene
  • PREZZO: 25.90 euro

Ho testato questa canna in 3 diversi ambienti ed in diversi periodi.
  • maggio in piccolo stagno popolato di ciprinidi: ho usato il cimino con azione più leggera (cimino verde), con pasturatori "open" alternati a piombi da 15 gr alla ricerca di carassi, breme, scardole e tinche. Due le cose che mi hanno colpito in maniera favorevole: la notevole riserva di potenza presente nel manico che unita all' azione parabolica perdona qualche errore in fase di lancio e permette di contrastare efficacemente eventuali grosse prede (ho allamato una discreta carpa regina ed anche se l' ho persa in prossimità del guadino la canna si è comportata egregiamente) ed il fatto che nonostante la cattura di moltissime prede "viscide" (sia le tinche che le breme producono abbondante muco) sono riuscito a pulire con estrema facilità il neoprene dell' impugnatura.
  • luglio in carpodromo: ho lanciato per tutti il giorno grossi pasturatori "a gabietta" e la canna ha risposto ottimamente alle continue sollecitazioni in fase di lancio e di recupero delle vivaci carpotte
  • ottobre in un fiume di pianura: in una sezione interamente dedicata al barbel fishing, anche se povera di catture, ho potuto apprezzare la buona potenza di questa canna nell' utilizzo di grandi pasturatori in correnti impetuose (cimino rosso) e nel recupero dei poderosi ed estremamente combattivi barbi europei. 
I punti forti di questa canna sono senz' altro l' estrema robustenza., che permette anche qualche maltrattamento da parte dei meno esperti, l' incredibile versabilità e il largo range di pesi utilizzabili ed il prezzo veramente competitivo. Le dimensioni non eccessive delle varie sezioni permettono anche un facile trasporto nel portabagagli, cosa non sempre scontata quando si parla di canne ad innesti.
BARBEL FISHING:
TARGET GROSSI BARBI 
PRIMI RUDIMENTI.
Le nostre acque fluviali subiscono di anno in anno enormi cambiamenti dovuto sia a fattori naturali (eventi atmosferici estremi, cambiamenti climatici) , sia, soprattutto, dovuti all' intervento dell' uomo. Uno dei più interessanti dal punto di vista dei pescatori è l' introduzione nelle nostre acque di nuove specie ittiche, che sta portando alla nascita di innovative tecniche per insidiarle. Una, senza dubbio tra le più interessanti, è il barbel fishing, una variante del ledgering focalizzata alla cattura dei grossi barbi europei che si sono diffusi massicciamente nella nostra rete fluviale e che arrivano a superare i 5 kg di peso.
Il concetto base, pescato a piene mani dal carpfishing, è quello di utilizzare montature ed inneschi capaci di selezionare il più possibile la taglia e il tipo di preda insidiata. Per questo si ricorrera ad inneschi sul "capello", proprio come nel carpfishig, composti da boiles specifiche per il barbo, impasti vari, pelet, cubetti di formaggio e persino di carne in scatola.
L' attrezzatura base per cominciare è così composta:

giovedì 13 febbraio 2014


L' ESCA DEL MESE: I FEGATINI
L' utilizzo ormai universale dei bigattini ha quasi mandato nel dimenticatoio esche legate alla nostra tradizione, antiche ma spesso risolutive. In questa stagione, caratterizzata da acque abbondanti e spesso velate, una di queste esche è il fegatino di pollo, esca micidiale per i cavedani di tutte le taglie.
La preparazione di queste esche è piuttosto semplice e poco dispendiosa. Dopo aver acquistato un quantitativo di fegatini sufficienti per una battuta ,(si possono trovare in qualsiasi macelleria o in molti super mercati.) basterà cospargerli di crusca o semolino e lasciarli riposare qualche ora affinché le farine assorbano un po' di sangue in eccesso. Il volume dei bocconi mal si adatta ad inneschi microscopici, molto più adatti ami tra il 10 e il 14 bruniti e a gambo corto.
Un ottimo trucco è quello di usare come pastura le farine usate in preparazione ed impregnate di sangue.
Per l'innesco è consigliabile l' utilizzo di un ago apposito che facilita di gran lungo il compito e permette di non rovinare l'esca.

I fegatini sono un' esca capace di smuovere anche i cavedani più grossi. Questa possibilità, unita alla condizione di acque velate consiglia di non scendere oltre lo 0,10 o 0,12 nel terminale. 

mercoledì 29 gennaio 2014

FAI DA TE: PIOMBINI PER LO STRISCIO
piombino di stick:ideale per la pesca a galla e i recuperi ''allegri''
realizzazione: collegare un capo del cavetto metallico ad una girella, facendolo passare all' interno dell' occhiello e facendo un' asola che salderemo con l' accendino. Ripetere l' operazione dall' altro lato del cavetto. Strigere, con l' utilizzo di una pinza, gli stick di piombo fino al raggiungimento del peso desiderato.

piombino da salterello: piombino con astina per evitare gli incagli nella pesca sul fondo.
occorrente: pallettoni forati di piombo da 3 a 6 gr, cavo elettrico delle misure più piccole
realizzazione: infilare un pallettone sul cavo elettrico e fissarlo con una goccia di colla. Tagliare il cavo con un' eccedenza di 3/4 cm per realizzare l' astina. Rimuovere l' anima di rame.

spiralina di piombo: piombino anti-incaglio per trote sospettose
realizzazione: avvolgere intorno ad un ago di lana o alla deriva di galleggiante molto spessa il fusibile di piombo fino a raggiungere il peso di 3/5 gr. Sfilare la spiralina ed introdurre al suo interno un tubetto da galleggiante lungo 2 o 3 mm in più della spirale. Tagliare un tratto di acciaio armonico lungo il doppio più un cm rispetto al tubetto e con l' ausilio della pinza piegarlo in 2. Inserire i due capi all' interno del tubetto e piegarli verso l' esterno per fissare il tutto. Bloccare il tutto con un goccio di colla.

lunedì 27 gennaio 2014

FAI DA TE: BOILES PUP UP

Nell' evoluzione del carpfishing si sente sempre più spesso l' esigenza di presentare esche staccate dal fondo o ad assetto neutro, per evitare che sprofondino nel fondale, rendendo difficile la localizzazione alle carpe o per vincere la diffidenza di prede sottoposte a forte pressione piscatoria. La ricetta che segue è composta in maggior parte da farine molto leggere, che unite all' impiego di caseinato di sodio, si prestano  ottimamente alla creazione di un mix con ottime proprietà galleggianti.

domenica 26 gennaio 2014


ITINERARI:ROGGIA CONTARINA
dove si trova: il punto preso in esame si trova nei pressi dell' abitato di Piazzola sul Brenta
permessi: licenza tipo B e tesserino ittico regionale
in pesca: la roggia si caratterizza per fondali profondi tra il mezzo metro e i due e acque pulitissime . Le specie presenti sono lucci, cavedani, persici, qualche rara trota iridea o fario frutto di ripopolamenti e tantissimo pesce bianco. La zona migliore per la pesca è il bacino che si forma subito dopo la chiusa che regola il flusso dell' acqua. La tecnica più divertente è senza dubbio lo spinning. Piccoli minnow attirano persici cavedani e qualche rara trota, grossi rotanti sono invece l' esca più indicata per il luccio. Gli amanti della bolognese potranno dilettarsi con numerose catture di minutaglia, intervallate da qualche cavedano di grossa pezzatura

sabato 25 gennaio 2014

ITINERARI:VOLTURNO AD ALVIGNANIELLO
dove si trova:il tratto preso in esame è quello che si trova nei pressi dell' abitato di Amorosi, nella provincia di Caserta.
permessi: è sufficiente la licenza di tipo B
in pesca: il tratto in questione è caratterizzato da corrente vivace e profondità comprese tra il metro e i 3 nelle buche più profonde. è popolato da barbi, cavedani e gli onnipresenti carassi. La particolare limpidezza delle acque ci impone terminali sottilissimi. Le catture non sono numerosissime, ma spesso di grossa taglia.
Per i cavedani, specie predominante in questo periodo anche se non è da escludere il barbo di taglia, la tecnica reggina è senza dubbio la bolognese. Galleggiante da 2 gr, 2 gr e mezzo tarato per 3/4 da una torpille e il resto a pallini, lenza madre dello 0,12 e terminali 0,08 o 0,06 con amo del 20. Per esca consigliato il bigattino, molto valido anche come pastura. Il ledgering è una buona alternativa per chi ama tecniche di pesca più statiche.

giovedì 23 gennaio 2014

TECNICA: ROUBASIENNE IN CARPODROMO, D'INVERNO MEGLIO LEGGERA.
L' evoluzione delle tecniche, delle esche e delle pasture ha permesso di praticare la pesca alla carpa, prima relegata ai solo mesi estivi, durante tutto l' arco dell' anno.
Abituati come siamo a considerare i carpodromi come luoghi stracolmi di carpe dove tutti riescono a fare catture, potremmo, nella stagione fredda, venir delusi.
D' inverno, infatti, le carpe rallentano di molto il loro metabolismo. Questo ci spinge ad usare montature molto leggere, quindi terminali non superiori allo 0,12, ami tra il 16 e il 20 galleggianti da 4x12  a 4x16 tarati con un bulk di pallini e elastici da 1 o 1,2 mm.
Ricordiamoci che l' acqua fredda non veicola bene gli odori, quindi è conveniente pasturare solo con esche sfuse, il bigattino d' inverno è l' esca principe. Con carpe così poco attive un kg di esca è più che sufficiente. 
Un paio di trucchi per le giornate più difficili: far saltellare l' esca di quanto in quanto con colpetti della canna. Quando le abboccate calano una camola del miele appena appuntata appuntata può spesso essere risolutiva.
L' ESCA DEL MESE: LA PASTA
 Se osserviamo l' elenco degli ingredienti stampato sui comuni pacchetti di pasta alimentare ci renderemo conto che è composta interamente da ingredienti molto graditi ai nostri amici pinnuti. Allora perché non sfruttarla come esca e pastura? 
La pasta infatti attira l'interesse soprattutto di scardole e cavedani, ma anche di carpe,tinche,pighi e occasionalmente anche barbi e pesci gatto.
Ai fini della pesca è possibile, teoricamente, utilizzare qualsiasi formato di pasta, ma è preferibile, per facilitare l' innesco,scegliere tipologie di pasta ricurve e forate.
Per preparare la nostra esca bolliremo ogni 2 etti di pasta in un litro e mezzo d' acqua con un pizzico di zafferano, avendo l' accortezza di scolarne una parte sufficiente per l' innesco '' al dente '' e quella riservata alla pastura più cotta. Lo zafferano ha una duplice importante funzione, quella di colorare di un bel giallo vivo la nostra esca e quella di donargli un aroma molto attrattivo.
La pasta per le sue dimensioni mal si adatta a montature ultra leggere, quindi galleggianti da minimo 1,5 grammi e un buon 0,14 come lenza madre sono la scelta ideale.

martedì 21 gennaio 2014

ITINERARI: LAGO MAGGIORE A LUINO
Dove si trova: il punto più interessante è la foce del fiume Tresa, nei pressi dell' abitato di Luino.
Regolamento: è sufficiente la licenza di tipo B.
In pesca: le prede sono quelle del freddo: pighi, savette, cavedani, lucci e bottatrici. Per la bolognese montature leggere, galleggianti massimo da 2 gr e ami dal 14 al 20. Come esca gli onnipresenti bigattini, ma ancora meglio esche vegetali come alghe, piselli, impasti e pane francese, molto più efficaci per savette i pighi rispetto ai cagnotti. Le abboccate sono spesso molto delicate, ferrare al minimo cenno del galleggiante.
Per le bottatrici pescare a fondo. Pesce poco schizzinoso, è insidiabile anche con uno 0,30 utile a staccarla dal fondo, ami del 2 al sei e come esca un grosso lombrico, un pesciolino morto o interiora di volatili. 
Per lo spinning ondulanti 1 o 2 e minnow da 3 a 7 cm per i cavedani. Per insidiare i Lucci esplorare gli ostacoli e le Legnaie con grossi rotanti e minnow affondanti da 9 a 13 cm, sia monopezzo che snodati.
 

lunedì 20 gennaio 2014

TECNICA:TROTA LAGHETTO,PROVIAMO L'ALBORELLA
In questo momento di riproduzione, con trote incollate al fondo e spesso svogliate, c' è un' esca che può risolvere situazioni complicate, l' alborella. Quest' esca infatti ha una caratteristica unica: una struttura molto rigida che le permette, una volta innescata come un' altra qualsiasi esca da striscio, di emettere vibrazioni fortissime, simili a quelle delle esche da spinning. A differenza degli artificiali, però, la trota morderà un'esca completamente naturale e sarà invogliata a continuare a mordere concedendoci tutto il tempo per ferrare.
Anche se le alborelle migliori sono quelle appena pescate, è certamente più pratico acquistare in negozio un barattolo contenente dei pesciolini conservati sotto formaldeide, un poco più duri ma ugualmente efficaci. 
Le tecniche per utilizzare l' alborella sono tutte quello dello striscio, evitando di utilizzare grammature sotto i 5 o 6 gr, che mal si adattano ad un' esca così voluminosa. Di contro la sua resistenza è ideale quando si deve lanciare lontano, con bombarde che superano i 25 gr, quando di solito le classiche camole tendono a spappolarsi.
Qualche consiglio: inneschiamo l' alborella su ami del 5, ma a gambo più lungo del normale, per favorirne la rotazione, usiamo canne leggermente più rigide di quelle che usiamo normalmente, che ci aiutano nel controllo dell' esca e non dimentichiamo il guadino, quest' esca riesce a smuovere anche le trote più grosse. Se le trote mangiano, ma non riusciamo a ferrarle probabilmente la nostra esca è troppo lunga, possiamo ovviare al problema tagliando, tutta o in parte, la coda dell' esca.

sabato 18 gennaio 2014

TECNICA:STAGNI E LUCCI,AFFRONTIAMOLI COL VIVO




 Sparsi in tutta Italia ci sono una moltitudine di laghetti,stagni e piccoli invasi,a volte naturali a volte creati dall'uomo per scopi agricoli. Nella stregante maggioranza la fauna di questi laghetti è composta da tinche,carpe,scardole,pesci gatto e molto spesso lucci. Se per i ciprinidi siamo fuori stagione, per i lucci le possibilità di cattura ci sono eccome. Le tecniche per catturarli sono fondamentalmente 2, lo spinning ed il vivo. 
Quest'ultima è senz'altro la più semplice.
Data la stagione ricca di precipitazioni e il colore delle acque generalmente velato non è necessario lesinare con il nailon,un buon 0,30 ci garantisce di poter strappare la nostra preda dagli ostacoli. Un galleggiante da 20 grammi, un'olivetta da 10 grammi e un cavetto d'acciaio con un amo del 4 completeranno la montatura. Come esca un vivace triotto o una piccola scardola. L'azione di pesca si svolgerà lanciando in prossimità di canneti ed ostacoli. Attendiamo una mezz'ora, se non succede niente recuperiamo qualche metro ed aspettiamo di nuovo.Esplorata tutta la zona ci sposteremo in cerca di nuovi spot.
L'abboccata del luccio è entusiasmante e non è per cuori deboli.di cuore. Il galleggiante saltella e sussulta trasmettendoci il terrore del piccolo pesce, poi due,tre violente e rapide affondate, il luccio uccide la preda, un attimo di pausa e infine una partenza decisa. è questo il momento di ferrare con forza e dare inizio al combattimento. 
Sono consapevole che per molti può essere un sacrificio donare la libertà alla preda catturata con fatica, magari l'unica in tante uscite, ma rilasciare un luccio e vederlo lentamenta riguadagnare il largo è un'azione che oltre a lasciare inalterata la scarsa popolazione di esoscidi dona enorme soddisfazione e riconcilia con il mondo.

venerdì 17 gennaio 2014

ITINERARI: FIUME SESIA IN LOCALITà CANDIA LOMELLINA

dove si trova: questo tratto del sesia si trova vicino al centro abitato di candia lomellina, in provincia di pavia, poco prima che il fiume si getti nel po.
regolamento:in questo tratto del sesia è sufficente la licenza di tipo B
in pesca:questo tratto del fiume è popolato principalmente da lucci,carpe,barbi e cavedani. in questo periodo dell'anno le tecniche da adottare sono fondamentalmente due: lo spinning per i lucci e la passata per i rari ma grossi barbi attivi e sopratutto per i cavedani. per la passata è necessario sondare bene il fondo al fine di individuare una buca profonda, dove sicuramente il pesce si sarà rintanato. poche palle di pastura leggera per intorbidire l'acqua e provocare frenesia alimentare nei pesci e qualche palla di pastura più pesante per trattenerli in zona. non occorre una pasturazione più pesante,sarà l'azione dei pesci già presenti a richiamare gli altri. una montatura molto concentrata verso il basso,meglio se con una torpille garantirà un buon numero di abboccate.
per i lucci minnow affondanti dai 9 cm in su o rotanti minimo del 4 con cui sondare le buche,i salti di profondità e gli ostacoli.
LAGHETTO: TROTE E ROTANTI

manca ancora più di un mese per l' apertura della pesca alla trota e per i ''trotaioli'' più incalliti l'unico modo per dar sfogo alla propria passione è recarsi in uno dei migliaia di laghetti presenti in tutta Italia. In questi luoghi a farla da padroni è lo striscio, ma anche gli appassionati di spinning possono togliersi le loro soddisfazioni.
per gli appasionanti di artificiali, in laghetto, l'esca principe è il cucchiaino rotante.versatile, facile da utilizzare è adatto sia agli esperti sia ai principianti.in questo periodo la stragrande maggioranza dei laghetti presenta una situazione in cui le trote sono incollate al fondo impegnate nella riproduzione, che non andrà a buon fine, ma comunque impegna larga parte delle loro energie.per raggiungerle utilizzeremo rotanti del 2 con palette allungate che tendono a risalire molto meno per effetto del minor attrito.recuperi regolari e abbastanza lenti per favorire l'inseguimento di trote apatiche e distratte.



nelle situazioni di trote che pinneggiano a galla la scelta ideale è un rotante del 2 a paletta tondeggiante,più facile da far lavorare in superficie grazie alla forma che genera maggiore attrito.I colori fantasiosi trovano in laghetto il loro utilizzo per stimolare l'aggressività delle trote.con esche così leggere una canna da almeno 2,40 metri è la migliore per raggiungere lunghe distanze.un nailon dallo 0,16 allo 0,20 garantisce buoni lanci e sufficiente resistenza.ottimo anche un trecciato scelto nei diametri più sottili.

giovedì 16 gennaio 2014

 passata:i posti del freddo

l'inverno artiglia con dita gelate tutta la penisola,giornate cortissime e spesso sotto zero consigliano di restare al calduccio sotto le coperte invece di recarsi in riva al fiume a pescare. rinunciare può essere però un grave errore. infatti anche se il ghiaccio imbianca gli anelli della canna,per gli appassionati di passata è proprio questo il momento di incontrare le prede più belle dell'anno, a patto di seguire qualche piccolo accorgimento e soprattutto scegliere i posti giusti.


i ciprinidi,pricipali prede del pescatore a passata, rallentano la propria attività con il sopraggiungere del freddo. quelli di grossa taglia,però,hanno un maggior bisogno di alimentarsi, ed ora che il gelo ha sfoltito i banchi di minutaglia e quelli dei pescatori, è molto più probabile che cadano vittime delle nostre insidie. ma dove trovare barbi giganti e cavedani monster? le masse d'acqua molto voluminose trattengono il calore molto più a lungo dell' aria, l' acqua inoltre raggiunge la massima densità a quattro gradi, quindi la scelta di un fiume molto profondo è d'obbligo. Se possiamo facciamo ricadere la nostra scelta su un fiume che esce da un grande bacino e preferiamo un tratto che attraversa un insediamento umano. valide alleate sono le vecchie prismate e i piloni dei ponti,inesauribili fonti di cibo per pesci che non possono sprecare troppe energie nella ricerca del cibo. una menzione particolare meritano quei tratti di fiume a valle di una centrale idroelettrica. in questi particolari luoghi l'attività umana crea un microclima in cui i ciprinidi restano attivi durante tutto l'arco dell'anno,vero paradiso degli appassionati di passata.

martedì 29 novembre 2011

TECNICA:roubasienne,proviamo nei canali

se un'importante precipitazione ha reso difficile l'uscita sul nostro fiume preferito non disperiamoci,il territorio italico è attraversato da una fitta rete di canali,dalle caratteristiche,dalle dimensioni e dalle destinazioni più disparate,ma quasi tutti adatti per essere affrontati con la roubasienne.le dimensioni spesso non enormi di questi luoghi,e la profondità quasi mai eccezionali,impongono lenze leggere.un elastico del 1,2 ci permette una tensione sufficiente con pesce di piccola taglia,ma al contempo un carico sufficiente ad affrontare qualche grosso calibro proveniente dal vicino fiume.gallegiante 4x10,4x12,montatura di soli pallini ed amo del 22 su finale dello 0,08.la scelta di un'amo così piccolo per la possibilità di innescare un'esca che in questi ambienti risulta devastante:il ver de vase.in questi ambienti,in inverno, io non uso generalmente pastura a base di sfarinati,ma preferisco abbinare alle mie esche del pan carré.ne apro una confezione un giorno prima,così che perda un poco di umidità,poi la sminuzzo,lo bagno e lo utilizzo per riempire il mio scodellino o per veicolare i miei ver de vase sul fondo.parto con una piombatura abbastanza aperta,per raccogliere anche i pesci più piccoli,che accorrono per primi sulla pastura.quando entrano in azione i pesci di taglia maggiore raccolgo la piombatura,sostituisco l'amo con un 18 che mi permette di innescare un vispo vermetto di letame,o se sono

prevalenti le breme o le savette un fiocchetto di pane francese.un ultimo consiglio è quello di aggiungere esche delicate come ver de vase e vermetti al pane solo proprio prima di lanciarlo in acqua,altrimenti questi delicati organismi potrebbero ''bruciarsi'' proprio come nella pastura